ALFABETO

La testa mi scoppia e sono preso dalla rabbia. Fa caldo e si sa che non è piacevole.

Ho sperimentato una nuova tecnica sociale ieri , a cena con più persone. Quando senti qualcosa in discussione, magari un’affermazione, anche se il primo impulso è di dire: no, non sono d’accordo; tu taci. Ti tieni tutto dentro, respiri regolarmente e in profondità, e non dici nulla, fingi una qualche distrazione, e così come per incanto la discussione che si sarebbe animata evapora in pochi convenevoli. Che pace, che risparmio di energie. Si patisce un po’, ma alla fine è meglio così. Chi vuoi convincere, con chi vuoi discutere??? Ma veramente devi proprio dire tutto quello che ti passa per la testa?? Non credo proprio, soprattutto se parlare con le persone equivale a discutere di filosofia con un gatto. Nella migliore delle ipotesi il gatto sarà gentile, magari ti farà anche qualche fusa, ma non sarà mai che qualsiasi cosa tu dica riuscirà a convincerlo che la vita sia qualcosa di diverso dal mangiare, fottere e dormire. Ecco qui, non voglio offendere nessuno e neanche l’amata razza felina, ma è veramente una similitudine azzeccata. Si, perché non è che il discorso si riduca a quattro discussioni su alcuni argomenti, è più ampio , è più cosmologico.

Ma a me chi me lo fa fare di convincere qualcuno che mi dice : L’omeopatia non cura, è acqua fresca; che non è proprio così?? Si perché non potrò mai convincerlo, e magari ha anche ragione lui, ma io lo so che  tipo di omeopatia ha provato. Una volta davanti a qualche sintomo strano si è convinto ad andare dal medico amico di quel cugino della madre, che usa l’omeopatia. Magari bravo, oppure no, comunque gli prescrive un po’ di gocce e strane pilloline. Costano, e questo si sa, pesa. Allora si comincia con le pilloline, ma si vede, la cosa puzza, non può andare. Dopo un mese i sintomi non sono andati via, anzi, allora ‘fanculo le pilloline, vai con gli antibiotici, adesso si che va, però stà omeopatia, non cura, è acqua fresca, e in più costa!

Bene, io mi dovrei mettere seduto e dire:

Non hai provato proprio nulla,

un medico omeopatico può anche sbagliare,

il principio di cura è diverso,

all’inizio con quei medicinali è normale avere un peggioramento,

è una reazione dell’organismo,

lo scopo è rafforzare le difese naturali, non creare dipendenza a farmaci e tante altre belle cose che io ho provato ormai da anni.

Ma chi me lo fa fare?

Pensala come ti pare, sicuramente gli antibiotici costano meno, e , vedrai, non sono acqua fresca. Poi c’è quell’altra molto buona: Quella mia amica è morta di tumore, e usava l’omeopatia. Che geni, ma uno perché deve anche solo pensare di contraddire questi assiomi che trasudano intelligenza? Intanto complimenti per la casistica applicata, siccome un mio amico si è pestato un dito con la mazzetta gli utensili sono cattivi!! Poi insomma io come faccio a dare un giudizio del genere se non so che cura ha usato, che problemi aveva, non è che tutti quelli che si fanno la chemio guariscono purtroppo, ma non per questo quella terapia viene messa in discussione.

Pensatela come vi pare.

Ah sì, anche Pio XII non poteva fare altro che tacere ufficialmente sullo sterminio degli ebrei , è chiaro, figuriamoci. Lo dice quel brillante avvocato, di sicuro lignaggio, in vago odore di antisemitismo e in sicura luce di successo. E’ un problema linguistico. Da una parte c’è uno dei casi storici più controversi del secolo e della storia in genere. Dall’altra c’è una delle tre autorità spirituali più importanti, che significherebbe la rappresentanza ( non quella legale, per i più rigidi!!) di Dio in terra ( anche spiegare Dio al gatto, poi….) . Allora il Papa poteva pronunciarsi ufficialmente, non doveva forse, ma poteva . Fatto sta che non l’ha fatto. Il perché non lo so, avrà avuto i suoi motivi, ma non so se quella scelta sia stata l’unica possibile, è stata l’unica attuata, questo si. Ammiro molto quello che dice: non poteva fare altro. Che sicurezza, comunque io dopo questa affermazione ho respirato , ho finto distrazione e la conversazione(!!!) è caduta come un sacco inerte.

Anche quell’altra conversazione era caduta, quella volta che mi ero scandalizzato perché c’era chi non pensava che il Vajont fosse uno scandalo, perché non credeva più ai buoni e i cattivi.

Sarebbe a dire che io credevo che i buoni fossero i comunisti che strumentalizzavano i morti di Longarone e i cattivi erano i manager della S.A.D.E. nonché i politici della nuova Enel che rilevò tutto.Certo Paolini era stato bravo, ma a Teatro non ci si va per imparare qualcosa, i teatranti non sono gente affidabile.E’ vero, non ci sono buoni e cattivi, magari anche i morti se fossero sopravissuti qualche responsabilità potevano anche averla.Io cosa penso di questo fatto? Una cosa semplicissima, in questa storia si è data priorità a considerazioni di carattere economico, anche con fretta, poiché c’era il problema della nazionalizzazione. Questa priorità e questa fretta hanno fatto sì che fossero trascurati dei forti segnali di pericolo denunciati da alcuni pirla comunisti. C’è una responsabilità da parte di politici che non hanno agito scrupolosamente, di geologi che hanno fatto il loro lavoro a metà se non peggio. Comunque mi sembra che nessun buono o cattivo abbia fatto 5 minuti di galera per questo fatto, perciò ha ragione l’amico, non serve a nulla avere coscienza civile, leggere libri, andare a Teatro, non ci sono più i buoni e cattivi, solo gatti.Mi accorgo che mi sorge una rabbia spontanea, meglio che non approfondisca perciò:

Pensatela come vi pare, omnia munda mundis.

Ah , a proposito, questo mi ricorda qualcosa, il famoso Latino. Quando ancora ero scemo, e mi volevo ficcare in discussioni col prossimo, ho discusso giorni con chi mi diceva che il Latino era inutile: oibò, mi scandalizzavo, è come dire, che so, che andare in palestra è inutile, che leggere un libro è inutile, che andare in un museo è inutile. Possibile che ci sia chi pensi questo?? E giù a discutere, a sprecare energie. Poi , adesso che ho imparato a tacere in pubblico ho capito qual’era il problema, il busillis del discorso non era la discussione , ma l’oggetto. Si discuteva su due idee diverse di Latino. Io intendevo la lingua, quella che si studia, con le sue declinazioni, i verbi, lo strazio delle versioni da risolvere, tutto lo studio e poi tutto scordato ma immagazzinato in qualche parte del cervello. L’interlocutore invece parlava del latino che è quella lingua che serve per capire le citazioni che fanno alcuni signori a volte a tavola, a volte in comizi e così via. Aveva ragione lui, il Latino è inutile.

Sempre pensatela come volete.

Ma è così, ora ho capito , le discussioni sorgono perché non si ha in comune l’oggetto del contendere, è chiaro. Per esempio, se capita di parlare di un argomento legato alla sfera dello spirituale( è solo un esempio, non capita e non capiterà mai , parola di gattaro!) può capitare che qualcuno dica : ah figurati io queste cose le so, ho studiato dalle suore!! Perfetto, ci si intende, anzi no. Si dà il caso che negli ultimi anni io ho non dico intrapreso, ma almeno conosciuto, una dimensione precisa della ricerca spirituale, che veramente consisterebbe nello studio , nell’ascesi ( e qui col gatto siamo veramente messi male) e nella ricerca addirittura fisica di alcuni aspetti. Non mi dilungo, ma posso dire che si tratta di una realtà antitetica a tutto quello che comunemente si vede come Religione. Le suore? Se la tua vita religiosa è stata quella?? Pensala come ti pare!

E d’altra parte c’è chi non potrà mai liberarsi del fatto che per secoli preti e vescovi hanno fatto l’esercizio dei vermi della terra vestiti di paramenti sacri. Giusto, bisogna riconoscere questo, e non scordarlo, perché ancora continua in parte. Ma mi vorrete scusare se magari in ordine allo spirituale mi sento affrancato dallo sfruttamento dei servi della gleba del medioevo. Non me ne frega niente, non c’entra niente con la mia idea della Religione e per quanto riguarda la mia idea tutto il Vaticano potrebbe non esistere e non cambierebbe niente, perché non c’entra niente.

Figuriamoci , parlare di queste cose, poi. Una volta quel mio amico mi ha detto , ma che dici, guarda che io ti conosco! Questa frase mi ha molto ferito. Insomma come sarebbe, io dovrei essere come tutti, perché ho delle debolezze, che naturalmente gli amici soprattutto non perdonano, allora non posso parlare di vita ,di morte e Dio??

Scusate tanto, ma con tutti i miei peccati non ce la faccio a pensare che uno vive 90 anni, si sbatte con la scuola, col lavoro ,con la Famiglia, si illude facendo dei figli e poi muore e tutto finisce lì. Magari è anche così, ma non ha senso, e pragmaticamente mi sembra impossibile. Voi vi siete rassegnati: bene:ripeto : pensatela come vi pare. Non mi darete più del matto perché mai intraprenderò una discussione su questo argomento. Anzi , l’ultima volta che ho sorpreso mia moglie che spiegava alcune cose di astrologia(!!) ad una persona, l’ho rimproverata aspramente, e le ho detto, di non sprecare energie per poi farsi prendere per il culo alle spalle e farsi additare come matta nella ipotesi più leggera.

Certo è strano che ci fosse qualcuno pronto a polemizzare su queste cose, adesso mi sembra così. L’unica cosa che vedo è che tante persone intorno avevano la matrice di una negatività sistematica. Io ho sempre avuto cose da dire, ho provato delle cose, magari scettico, magari pigro, però non mi sono tirato indietro, mentre vedo la più parte delle persone che conosco impegnate a negare tutto o quasi, qualsiasi cosa è una fregnaccia, conta solo quello che mangi e tocchi, il resto non vale niente.

Questo è un credo radicatissimo, che io non intaccherò minimamente. Addirittura c’è un fenomeno inverso, cioè degli aspetti materiali, che si vorrebbero all’apice della vita in senso ampio,come dire, inutile spremersi, le vette sono queste, come avere successo, o fare dei cuccioli, pardon dei figli.

Pensatela come volete.