Questo Don Giovanni è destinato a confondersi in un mare di concerti e marchette che riempiono Facebook. Intendiamoci, io ho il massimo rispetto di tutte le manifestazioni pubblicizzate da colleghi ed amici, dalla Scala al concerto in parrocchia, e di questi tempi poi, ben vengano tutte le iniziative. Però questo è qualcosa di diverso. Innanzitutto è uno sforzo enorme per l’organizzazione, abbiamo con mezzi propri conquistato la possibilità di agire al Quirino, un teatro bellissimo, che “violenteremo” strappando tre file di sedie per potergli restituire la funzione di Teatro Musicale che un tempo ebbe addirittura sotto la direzione artistica di Mascagni. Abbiamo fatto tutto in casa, raggruppando un cast,un orchestra ed un crew io credo di buon livello , con giovani avvicinati a professionisti più esperti, abbiamo investito con pochi calcoli di guadagno e molto entusiasmo, soldi ed energie, per portare la cura e la preparazione al massimo considerando le poche risorse. Ora è chiaro che ci saranno dei sorrisini commiseratori di qualche collega abituato esclusivamente a “timbrare il cartellino” in grandi ed importanti teatri. E non dico che non piaccia anche a me andare a cantare al S. Carlo, entrare dalla porta , salutare magnanimo portieri, uscieri, macchinisti, coristi, far vedere quanto sono bravo ed andarmene col mio lavoro confezionato. Ma sbattersi per i costumi, per le scene, per coordinare coro e orchestra, ed alla fine per far filare tutto un mostro di cose da mettere insieme, beh, forse ci porterà un ricordo in più, ed io mi sorbirò le risatine sarcastiche , sicuro che in fondo mettere su un Opera non è una cosa che tutti fanno, neanche quei colleghi che , dall’alto della loro eccellenza artistica, giustamente ci sfotteranno un po’.